Ist.Compr. Duca degli Abruzzi di Borghetto Lodigiano

Plessi di Bargano, Borghetto Lodigiano, Borgo S.Giovanni e Graffignana


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In aggiornamento - Vedi anche le pagine "Docenti" e "La pagina dei piccoli"

ATTIVITA' E PROGETTI PER LA REALIZZAZIONE DEL SUCCESSO FORMATIVO

a) L'integrazione degli alunni diversamente abili


La scuola, basata su principi egualitari e democratici, ha come valore irrinunciabile l'integrazione degli alunni con handicap e la ricerca di dimensioni di lavoro che qualifichino il processo di integrazione.
Gli alunni con deficit presenti nell'Istituto Comprensivo sono a tutti gli effetti parte integrante della comunità scolastica e dei rispettivi gruppi-sezione e gruppi-classe e pertanto sono coinvolti nelle attività e nei progetti previsti per le rispettive sezioni e classi di appartenenza e/o, nell'ottica della flessibilità, nei progetti di plesso e di istituto.
La scuola, per favorire l'integrazione, si avvale di insegnanti statali specializzati (i cosiddetti docenti "di sostegno") e, se necessario, di personale assistenziale (assistenti ad personam) o di personale volontario che svolge il servizio civile messi a disposizione dagli Enti Locali.
Tale integrazione richiede, però, una formulazione di obiettivi comuni tra tutti coloro che ne sono coinvolti (l'integrazione del bambino handicappato è il risultato di una integrazione tra le persone che operano in suo favore), che consenta di identificare con precisione:
- i bisogni;
- le difficoltà;
- le potenzialità del bambino handicappato.

Per ciascun alunno con handicap, quindi, la scuola, in collaborazione con la famiglia e con gli specialisti del servizio territoriale di Neuropsichiatria Infantile, predispone un apposito "Piano Educativo Individualizzato", nel quale sono indicati per la parte che compete alla scuola:
- il lavoro che avviene concretamente nelle classi;
- gli aspetti qualitativi dell'integrazione (perché privilegiamo proprio quel tipo di intervento);
- il progetto didattico che si intende sviluppare;
- i risultati attesi;
- le risorse necessarie.

Il progetto deve, inoltre, chiarire e motivare la modalità di intervento dell'insegnante di sostegno:
- durante l'attività del gruppo classe;
- durante l'attività di piccoli gruppi;
- nell'attività individuale
e le forme e i modi di integrazione del lavoro degli insegnanti di sostegno con gli insegnanti di classe.

Per poter fornire, infatti, ai soggetti handicappati risposte pedagogicamente attendibili e significative, è necessario che il docente specializzato operi in stretta collaborazione con gli insegnanti di classe.

Per questo motivo gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle classi e devono essere pienamente coinvolti nella stesura e nella attuazione della programmazione educativa e didattica e partecipare a pari titolo all'elaborazione e alla verifica dell'attività, così come l'intervento individuale riferito al bambino portatore di handicap è di competenza di tutti i docenti del team.

In ogni caso le attività di integrazione (e il conseguente intervento degli operatori), riguardano tutta la classe o tutto il gruppo in cui è inserito l'alunno con handicap. Tutti i docenti della classe devono, quindi, farsi carico della programmazione, dell'attuazione e della verifica degli interventi didattico - educativi previsti dal piano individualizzato.

Gli obiettivi fondamentali da perseguire nell'integrazione sono:

- potenziare le attività sociali di base: sviluppare cioè quelle conoscenze in grado di fornire al bambino la possibilità di vivere insieme ai suoi coetanei, acquisendo quelle operazioni e processi, cioè, che abitualmente vengono utilizzati nei momenti di interazione con gli altri. Ciò è tanto più vero se ci si trova ad operare con alunni con handicap grave, in quanto il consentire loro di vivere momenti di autonomia dall'adulto deve essere obiettivo fondamentale dell'intervento educativo. L'autonomia personale va, quindi, insegnata al bambino, che sganciandosi dall'adulto può crescere ed acquisire un maggior grado di fiducia in se stesso.
Lavorare in tal senso dovrebbe, di conseguenza, previa adeguata valutazione, portare ad un progressiva riduzione delle ore di sostegno assegnate, proprio per consentire all'alunno handicappato ed ai suoi compagni, di sperimentare concretamente modalità di socializzazione e di integrazione.

- far progredire il bambino nelle attività cognitive e culturali, cercando di far acquisire quelle informazioni in grado di fungere da prerequisito a tutti i successivi apprendimenti;

I comportamenti specifici da stimolare, sviluppare e sostenere nell'alunno handicappato sono classificabili in tre grandi gruppi: capacità cognitive, capacità socio-affettive, capacità motorie.
Esiste uno stretto legame tra "integrazione scolastica" e l'integrazione sociale e l'Istituto Comprensivo ha individuato alcune dimensioni di lavoro che interagiscono per favorire lo "star bene a scuola" di tutti.

FLESSIBILITA' E VARIETA' DELL'OFFERTA FORMATIVA
- Elaborazione/Realizzazione di progetti specifici;
- conoscenza e valorizzazione dei diversi stili cognitivi

COSTRUZIONE DI UNA RETE DI RISORSE PER IL SOSTEGNO
- Attivazione di gruppi di Lavoro e Studio all'interno dell'Istituto (Commissione Handicap,Gruppo H);
- conoscenza e collaborazione con i Gruppi di Lavoro del C.S.A e/o con il Centro di Documentazione di Lodi;
- creazione di raccordi continuativi con le risorse presenti nel territorio (C.F.P. e gruppi per i disabili);
- acquisto di strumenti, sussidi, materiale necessario per facilitare l'apprendimento degli alunni.

CREAZIONE DI UN RAPPORTO COSTRUTTIVO CON LE FAMIGLIE E I SERVIZI
- collaborazione per la stesura della documentazione (P.D.F. e P.E.I.);
- condivisione della scelta per l'Orientamento

REALIZZAZIONE DI UN CLIMA DI COLLABORAZIONE E SOLIDARIETA'
- Insegnante di sostegno a supporto del lavoro della sezione/classe;
- attenzione ai diversi stili di apprendimento degli alunni ed utilizzo di strategie e strumenti funzionali;
- creazione di situazioni/attività "aggreganti": attività a sezioni/classi aperte, lavori di gruppo, feste scolastiche, ecc

CONOSCENZA DEGLI ALUNNI E DEI LORO BISOGNI
- Organizzazione di progetti di accoglienza, continuità, orientamento.
- osservazioni sistematiche e prove d'ingresso.

VALORIZZAZIONE DELLA RISORSA COMPAGNI
- Tutoring;
- proposte di attività di gruppo,giochi di squadra,attività di studio a coppie;
- sollecitazione ad instaurare un rapporto di aiuto e collaborazione didattica

UTILIZZO DELLE NUOVE TECNOLOGIE
- Utilizzo dei Laboratori di Informatica;
- acquisto e utilizzo di Programmi specifici per alunni con handicap

Gruppo di lavoro handicap ( art.15 L. 104/92)

Nell'Istituto Comprensivo funziona un apposito gruppo di lavoro formato dai docenti delle classi e da quelli di sostegno che si riunisce periodicamente con lo scopo di migliorare l'efficacia dell'intervento di inserimento/integrazione.
Il gruppo predispone anche progetti di intervento mirati, avvalendosi, per questo scopo, delle risorse finanziarie messe a disposizione dal circolo o dagli Enti Locali e dal Ministero della P.I. nell'ambito della legge n. 104/92.

b) Integrazione degli alunni stranieri


Il criterio direttivo fondamentale dell'azione educativa e didattica della scuola per l'integrazione degli alunni stranieri, non può che essere quello del pieno coinvolgimento dell'alunno straniero nella "ordinarietà" della vita scolastica.
Tale criterio non esclude la necessità di taluni momenti formativi metodologicamente diversificati e qualificati, per superare particolari situazioni e favorire il massimo di sviluppo delle potenzialità esistenti.
La nostra scuola è attualmente impegnata nella realizzazione di progetti di educazione interculturale per l'integrazione, secondo i principi enunciati in premessa.
In presenza di bambini stranieri, essa mette in atto specifiche iniziative volte a:

- Creare un clima di accoglienza: non è possibile, ovviamente, generalizzare modalità di intervento, ma, la progettualità scolastica, nei suoi molteplici aspetti, deve impegnarsi, in presenza di alunni stranieri, ad attivare strategie mirate che siano funzionali ai bisogni rilevati.
Il problema principale che devono affrontare i docenti, soprattutto nel caso in cui l'alunno, proveniente da altra nazione, non parli la lingua italiana o, caso non meno complesso, pur essendo italiano si esprima solo in una stretta forma dialettale, è quello di attivare proficui canali di comunicazione.
Occorre perciò individuare modalità di intervento autonome e di gruppo (per livelli di apprendimento), sia nell'ambito della classe di appartenenza sia tra le classi del ciclo e/o del plesso, atti a sviluppare al massimo le capacità possedute dall'alunno.
L'organizzazione illustata precedentemente, attraverso un uso mirato e flessibile delle risorse, consente di predisporre interventi adeguati alle specifiche esigenze degli alunni.
Un efficace utilizzo della contemporaneità, può quindi tradursi operativamente, nella realizzazione di interventi individualizzati e di lavori di gruppo, idonei a rimuovere le situazioni di difficoltà e di svantaggio.

- Facilitare l'apprendimento linguistico: l'insegnamento individualizzato e le classi aperte previste dalla legge 4 agosto 1977 n.517 (art.2), possono costituire una prima risposta alle esigenze di integrazione dell'alunno straniero e, in particolare, alla richiesta di momenti specifici di " rinforzo linguistico".

- Inserire nelle discipline, approfondimenti storici, geografici e religiosi riguardanti i paesi di provenienza al fine di evidenziarne i valori peculiari.

- Attingere dal patrimonio letterario e artistico del paese, o dell'area di riferimento, per valorizzare le radici culturali.

L'iscrizione degli alunni stranieri avviene generalmente nella classe corrispondente a quella già frequentata nel Paese di origine o a quella immediatamente precedente o a quella relativa all'età anagrafica.

Progetto di educazione interculturale

Il nostro progetto di integrazione per gli alunni stranieri si propone in particolare:
- il monitoraggio dei dati relativi agli alunni - nuovi cittadini, per conoscere la pluralità dei bisogni linguistici dei nostri alunni;

- la ricerca e la distribuzione di materiale didattico idoneo ad affrontare le diverse fasi dell'insegnamento linguistico:
- l'italiano per comunicare;
- l'italiano per studiare.

- la definizione di un protocollo di accoglienza:
- predisposizione di una scheda per la rilevazione della bibliografia linguistica dell'alunno, da compilare prima dell'inserimento in classe nel corso della prima settimana di osservazione;
- definizione e somministrazione delle verifiche iniziali;
- inserimento in una classe, tenendo come punto di riferimento l'età anagrafica dell'alunno (l'iscrizione degli alunni stranieri avviene generalmente nella classe corrispondente a quella già frequentata nel Paese di origine o a quella relativa all'età anagrafica);
- incontro con i genitori.

- la valutazione della possibilità di attuare attività di laboratorio in collaborazione con le amministrazioni del territorio;

- la verifica dei risultati ottenuti nell'insegnamento dell'italiano come L2 e ricerca di altre indicazioni e suggerimenti didattici ( Centro Come, ISMU…);

c) Iniziative per superare situazioni di svantaggio


Prevenzione della Dispersione scolastica

Sono presenti, spesso, nella scuola condizioni di svantaggio culturale, dovute a situazioni familiari deprivate, a scarsa scolarizzazione pregressa, a provenienza culturale diversa. Da ciò derivano, per l'alunno, molte difficoltà ad adottare comportamenti pertinenti al contesto educativo e il rischio di insuccesso scolastico.

Riteniamo che la scuola debba creare le condizioni per l'uguaglianza, offrendo servizi adeguati ai bisogni di chi proviene da situazioni deprivate; in particolare riteniamo che la scuola abbia il compito di accogliere al meglio il bambino, considerato nella sua interezza, offrendogli la possibilità di riflettere sulle sue conoscenze, organizzarle, approfondirle, arricchirle e ampliarle.

Tutti gli studi relativi al problema dello svantaggio hanno confermato il fatto che, già all'età di tre-quattro anni, molti danni provocati da un contesto socio-culturale sfavorevole sono profondi e quasi irreversibili. Per questo motivo pensiamo che il trattamento dello svantaggio debba essere un impegno prioritario, da assumere già nella scuola dell'infanzia.

Educare significa cercare di capire, instaurando un rapporto adulto-bambino indirizzato più alla comprensione che al giudizio; questo presuppone da parte del docente un atteggiamento di accettazione e disponibilità nei confronti di tutti gli alunni.

Per affrontare e superare lo svantaggio culturale, la scuola dovrà mettere in atto un modello organizzativo e didattico flessibile, usare metodologie pluralistiche, favorire l'uso dei linguaggi non verbali, organizzare laboratori e attività scolastiche come: teatro, piscina, gite, uscite sul territorio, visite guidate......, collaborare con altre agenzie educative (famiglia, Enti locali, associazioni......).

L'esigenza di considerare attentamente la centralità dei bisogni formativi di ciascun alunno, richiede, inoltre, alla scuola il dovere di analizzare in profondità le cause che portano a:
- non ammissione alla classe successiva;
- assolvimento solo formale dell'obbligo scolastico;
- frequenze irregolari;
- qualità scadente degli esiti.

Gli obiettivi che la scuola può porsi nell'ambito di un tale intervento di prevenzione, sono correlati con la necessità di un miglioramento continuo della qualità del servizio scolastico e devono tendere a:
- prevenzione delle difficoltà;
- consolidamento delle abilità;
- recupero delle difficoltà di apprendimento dei ragazzi e potenziamento delle abilità presenti;
- motivazione e consolidamento delle abilità degli alunni normali e superdotati.

L'insegnante referente per i problemi dell'handicap svolge altresì le funzioni di referente per la tematica dello svantaggio.
Per attuare un intervento di prevenzione reale sono, inoltre, necessari:
- la conoscenza quantitativa del fenomeno delle bocciature e/o delle frequenze irregolari a livello di plesso;
- la predisposizione di prove di ingresso e di livello per raccogliere dati qualitativi relativi agli alunni e ai gruppi classe;
- l'organizzazione di indagini atte a definire le cause che, in ambito extrascolastico possono essere all'origine di tali difficoltà a partire dal contesto familiare unitamente all'équipe dell'ASL e agli Enti Locali;
- la formazione in servizio dei docenti, per migliorare la capacità di articolare in modo funzionale le attività;
- il raccordo continuo tra i vari ordini di scuola, sia per raccogliere e/o trasmettere la documentazione relativa agli interventi, sia per aiutare gli alunni a superare le fasi problematiche del passaggio da un tipo di scuola all'altro. (Progetti di accoglienza per gli anni ponte).

d) Iniziative per garantire la continuità dei processi educativi


Obiettivi e modalità di intervento per il raccordo di scuola dell'infanzia- primaria- secondaria di I° grado

La continuità del processo educativo una condizione essenziale per assicurare agli alunni il positivo conseguimento delle finalità dell'istruzione obbligatoria.
La scuola si impegna a favorire il processo di continuità pedagogica, curricolare, organizzativa
Nel nostro Istituto molteplici sono gli strumenti attraverso i quali vengono attivate forme di raccordo pedagogico, curricolare ed organizzativo:
- La presenza di una commissione di docenti di scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado con compiti di elaborazione, promozione e coordinamento di interventi di continuità formativa;
- situazioni di formazione ed aggiornamento in comune dei docenti dell'Istituto;
- attivazione di un curricolo continuo per i bambini dell'ultimo anno della scuola materna e dell'ultima classe della scuola elementare;
- progettazione di attività per gli alunni delle sezioni/classi ponte in collaborazione tra scuole;
- scambio di informazioni per la conoscenza degli alunni attraverso una scheda di osservazione;
- incontri tra docenti per la formazione delle classi iniziali;
- verifica, ad anno scolastico iniziato, dell'inserimento degli alunni nel nuovo segmento scolastico;
- interventi specifici per gli alunni in situazione di handicap (assistenza dell'insegnante di sostegno, inserimento graduale nella nuova scuola, incontri con l'équipe psico-medico-pedagogica, con i docenti e con i genitori);
- incontri per i genitori con gli insegnanti dei vari gradi scolastici.

Scuola dell'infanzia/Scuola primaria

Modalità di intervento:
a) Collegamento operativo fra le due scuole dell'infanzia statali di Borghetto Lodigiano, e Bargano;
b) verifica finale dei pre - requisiti d'ingresso alla scuola primaria, di comune accordo tra i due gradi di scuola;
c) incontri fra gli insegnanti dei due ordini di scuola in due fasi:
- inizio anno
- fine anno
per conoscere le reciproche metodologie e gli obiettivi proposti dalla programmazione;
d) lettura e discussione degli Orientamenti della scuola dell'infanzia;
e) predisposizione di progetti di accoglienza.
f) progetto Arcobaleno: laboratorio musico-teatrale e uscita didattica comune ai due ordini di scuola ( Scuole di Villanova).

Scuola primaria/Scuola secondaria di primo grado

L'attivazione di queste iniziative potrebbe consentire l'assunzione di un comune linguaggio professionale e il confronto di reciproche esperienze:
a) Iniziative di aggiornamento comune tra i docenti dei tre ordini di scuola su problemi di comune interesse, quali: la programmazione, la valutazione, gli alunni con difficoltà di apprendimento;
b) studio di forme di programmazione e di verifica comuni;
c) individuazione dei pre - requisiti necessari per l'accesso alla scuola secondaria di primo grado;
d) predisposizione di progetti di accoglienza.

I gruppi di lavoro fisseranno al loro interno le modalità di lavoro, i tempi e gli strumenti.

e) Iniziative per promuovere l'accoglienza

In tutte le scuole dell'Istituto Comprensivo si presta molta attenzione al momento iniziale sia per i bambini che frequentano per la prima volta la scuola dell'infanzia sia per coloro che iniziano la scuola primaria o frequenteranno la classe prima della scuola secondaria di primo grado.
Nei primi giorni di scuola le classi prime e le scuole dell'infanzia funzionano a orario ridotto, per consentire ai bambini ed ai ragazzi di conoscere immediatamente e contemporaneamente tutti gli insegnanti della classe o della sezione.
Per conoscere l'ambiente della futura scuola primaria o secondaria di primo grado sono previste visite, scambi di materiali e prodotti ed attività in comune tra insegnanti ed alunni delle "classi ponte".

f) Continuità e orientamento


Per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado a partire dalle classi prime si attua un progetto di Orientamento che si concentra poi per le classi terze, con la conoscenza specifica di eventuali percorsi futuri; grazie alla collaborazione con Scuole secondarie di secondo grado e Licei presenti sul territorio e con esperti esterni . che attraverso moduli di lavoro permette la conoscenza delle proprie attitudini e i vari percorsi che si possono intraprendere.

g) Educazione alla salute


L'educazione alla salute rientra nelle priorità formative del POF in quanto favorisce negli alunni la conoscenza di sé, del proprio rapporto con gli altri e con la realtà circostante.
L'educazione alla salute è intesa, non solo come insegnamenti specifici, ma soprattutto come attività nella quale gli alunni si sentono protagonisti della ricerca del proprio benessere. Considerata tale premessa e i progetti già messi in atto dai tre ordini di scuole nei precedenti anni scolastici, all'interno del progetto di Istituto si propongono quattro tematiche trasversali a tutte le discipline, da ricondursi a due macro aree:

h) Ambiente - Alimentazione - Prevenzione


- RAPPORTO CON L'AMBIENTE: Riteniamo sia un dovere della scuola sensibilizzare gli alunni verso i problemi legati al rapporto ambiente e salute, inteso come comunità di persone e insieme di beni da conservare e tutelare. Al fine di favorire comportamenti più corretti e responsabili verso l'ambiente, in ogni ordine di scuola verranno affrontati argomenti come il problema dei rifiuti e del riciclaggio e approfondito lo studio dell'ambiente locale.
- EDUCAZIONE ALIMENTARE: al fine di favorire comportamenti idonei a prevenire pregiudizi ed errori alimentari; educare a una nutrizione sana ed equilibrata e favorire scelte consapevoli dei prodotti alimentari per formare cittadini coscienti delle proprie esigenze e dei propri diritti nell'ambito dei consumi.
- PREVENZIONE: fumo, alcool, educazione alla sessualità, uso di sostanze.

i) Espressività e relazione


A questo nucleo tematico appartengono tutte quelle attività che promuovono lo sviluppo psico-fisico degli alunni attraverso gli strumenti espressivi del corpo, favorendo la socializzazione e la comunicazione: educazione motoria, espressività, drammatizzazione, teatro. Nella scuola l'esperienza teatrale offre la possibilità di promuovere condizioni favorevoli al conseguimento di un equilibrio psico-fisico e relazionale, favorendo un lavoro di tipo interdisciplinare in cui possono essere coinvolti vari ambiti del sapere.

j) Consulenza psico-pedagogica


Il progetto si propone di affrontare le problematiche psico-pedagogiche e relazionali di alunni e di ragazzi che vivono situazioni di disagio.Esso viene realizzato da una psicologa in collaborazione con gli insegnanti L'intervento persegue le seguenti finalità:
- supportare gli insegnanti nell'organizzazione educativa e didattica delle attività.
- sviluppare un'attività di mediazione fra gli insegnanti e la famiglia.
- gestire uno sportello di consulenza psicologica per incontrare individualmente insegnanti, genitori e alunni che ne facciano richiesta
- favorire l'armonico sviluppo delle singole potenzialità di ciascun alunno.
La presenza dello psicologo è assicurata in tutti i plessi per tutto l'anno scolastico.





via Garibaldi, 90 - 26812 Borghetto Lodigiano (LO) | ducagaribaldi@libero.it

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